Adolescenti, sonno difficile per colpa dei loro cattivi odori

Una cameretta che “puzza di capra” è forse uno dei tormentoni preferiti di molti genitori alle prese con figli adolescenti. Ma al di là della battuta, l’ambiente in cui un ragazzo vive e dorme può influire davvero sulla qualità del suo sonno – e di riflesso, sul suo benessere generale.

Lo ricorda il prof. Sergio Garbarino, neurologo e docente al Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova, membro dell’Accademia Italiana di Medicina del Sonno, che sottolinea:

“La cameretta puzzolente degli adolescenti dipende dal fatto che la stanza è piena di aria ri-respirata, con poco ossigeno e molto nitrogeno. E se si continua a respirare la stessa aria di una stanza non ben areata, il riposo e la salute stessa ne potrebbero risentire, con ripercussioni su tutte le attività dell’adolescente, dall’attenzione a scuola allo studio a casa”.

 

Il legame invisibile tra odori e sonno

Un recente studio dell’Università tedesca di Erlangen ha analizzato come cambia l’odore corporeo durante la crescita. Nei neonati e nei bambini piccoli prevalgono note “dolci” di sapone e agrumi. Ma con la pubertà, il corpo inizia a produrre acidi carbossilici, i responsabili principali di quegli odori pungenti e poco gradevoli.

Nel sudore ascellare degli adolescenti, tuttavia, gli esperti hanno trovato una concentrazione più elevata di acidi carbossilici, composti associati a odori forti come erba macerata, urina, formaggio e capra.

A giocare un ruolo importante, secondo i ricercatori, sono le ghiandole sebacee, che secernono per l’appunto sebo, una sostanza oleosa che aiuta a proteggere la pelle e a mantenere i capelli lucidi e idratati. Le ghiandole sono attive appena prima della nascita e poi rimangono per lo più dormienti per anni, diventano di nuovo molto produttive intorno alla pubertà. Quando il sebo si mescola a sudore e batteri, dà origine al caratteristico muschio adolescenziale.

Camere malsane davvero 

Per quanto la conferma che l’odore pungente del figlio adolescente non sia solo una fantasia preconcetta del genitore possa strappare un sorriso, è importante valutare l’impatto che gli olezzi possono avere sulla vita della famiglia: la puzza, secondo lo studio, potrebbe minare la relazione tra genitori e figli, che durante l’adolescente tende già a essere delicata, ma anche a rendere malsano l’ambiente della camera del ragazzo. 


Non è solo una questione olfattiva: “L‘olfatto svolge infatti un importante ruolo modulatorio sul sonno. Gli odori possono modulare la latenza all’inizio del sonno, così come la qualità e la durata dello stesso”, spiega ancora Garbarino.

In pratica, una stanza male areata non solo ha un odore sgradevole, ma può interferire con il riposo notturno, già compromesso in molti adolescenti per altri motivi.

Perché i ragazzi dormono sempre meno (e peggio)

Non è un segreto: gli adolescenti dormono poco e male. Il fabbisogno di sonno in questa fascia di età è tra le 8 e le 10 ore a notte, secondo la National Sleep Foundation. Tuttavia, le ultime ricerche mostrano un altro scenario. Lo studio IKEA & GlobeScan del 2023 – condotto in 57 Paesi – mostra che il tempo medio di sonno globale è sceso a 6 ore e 42 minuti. Troppo poco per il cervello in crescita della Gen Z.

Secondo i ricercatori, i motivi sono molteplici: ritmi scolastici non allineati al loro orologio biologico, uso prolungato degli schermi, rumori ambientali, ma anche la mancanza di una routine serale e un ambiente non adatto al sonno.

Schermi e contenuti iperattivanti: i nemici invisibili del sonno

L’87% della Gen Z scrolla lo smartphone a letto. Molti ragazzi, pur avendo la sveglia puntata, finiscono per perdersi in ore di contenuti digitali. Questo perché il cervello riceve stimoli continui da video, notifiche, storie, colori e suoni. A differenza della visione di un film, che ha un ritmo lineare e può persino conciliarti il sonno, i social mantengono la mente in uno stato di attivazione prolungata. “Anche se si attiva la modalità Night Shift o si riduce la luce blu – utile per non inibire la produzione di melatonina – il problema resta il contenuto. Serve un vero ‘distacco’ digitale almeno 30-60 minuti prima di andare a letto”, consiglia la sleep coach Simona Cortopassi, in arte TheGoodNighter.

Umidità, muffa, rumore: l’ecosistema della cameretta

Durante la notte, un adolescente rilascia fino a 700 ml di umidità nell’aria tra sudorazione e respirazione. Se la stanza non è ventilata, si crea un microclima malsano, dove muffe e cattivi odori proliferano.

“Le condizioni ambientali della stanza in cui si dorme svolgono un ruolo chiave nel facilitare una qualità del sonno ottimale, che è un determinante fondamentale della salute e del benessere”, sottolinea ancora Garbarino.

I parametri ideali

Elementi per valutare la qualità dell’ecosistema della cameretta secondo MCE Lab, osservatorio sul vivere sostenibile promosso da MCE – Mostra Convegno Expocomfort:

  • È importante mantenere una temperatura ottimale, generalmente compresa tra 18°C e 22°C, e un’umidità relativa tra il 30% e il 70% per garantire un buon riposo.
  • L’aria deve essere priva di contaminanti e avere un buon ricambio.
  • L’uso di ventilatori, purificatori o sistemi di ventilazione meccanica può aiutare a mantenere l’aria fresca e pulita.
  • È importante anche evitare l’accumulo di polvere e allergeni, che possono influenzare la salute respiratoria.
  • La qualità dell’aria domestica si può monitorare mediante misuratori di qualità dell’aria dotati di sensore VOC, un misuratore CO2 e un rilevatore di polveri sottili.
  • É importante ridurre l’inquinamento acustico che può influenzare negativamente il sonno. Per migliorare il comfort acustico, si possono utilizzare materiali fonoassorbenti e progettare la stanza in modo da ridurre al minimo i rumori esterni.
  • La stanza deve essere illuminata naturalmente durante il giorno e avere una luce adeguata per le attività serali.

Anche l’illuminazione conta: luci calde, regolabili, e tende che modulano la luce aiutano a preparare corpo e mente al riposo.

Ordine mentale, ordine fisico

La cameretta non è solo per dormire. Per molti ragazzi è anche aula, palestra, cinema e sala giochi. Il rischio è che la mente non associ più quel luogo al relax.
Per questo è utile delimitare gli spazi: usare scatole per riporre le consolle, creare aree di studio distinte, non studiare o mangiare a letto. “Un ambiente ordinato favorisce il rilassamento e riduce lo stress, elementi fondamentali per un sonno profondo”, ricorda Cortopassi.

La routine che funziona

Andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora è il miglior alleato del ritmo circadiano. Una “sveglia serale” può aiutare a stabilire questa abitudine. Tra le attività consigliate prima di dormire:

  • yoga o meditazione
  • una tisana rilassante (melissa, camomilla, valeriana)
  • una candela profumata alla lavanda o sandalo
  • musica rilassante o rumori bianchi (pioggia, mare, vento)

    “Tutti questi aspetti combinati contribuiranno a creare uno spazio che favorisca un sonno riposante e un generale senso di benessere – conclude il prof. Garbarino – e magari aiutare nel rapporto non sempre facile con il figlio adolescente.”

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