Apnee e russamento: mai sottovalutare questi disturbi…

Rispetto a cinquant’anni fa, dormiamo un’ora e mezza in meno a notte. Stress, stimoli luminosi e alimentazione scorretta ci portano a riposare meno, e soprattutto male. “Prendersi cura dell’igiene del sonno è fondamentale, a partire anche da quelli che sono considerati come dei disturbi minori come il russamento o le apnee ostruttive”, afferma la dottoressa Diletta Angeletti, otorinolaringoiatra a Roma. Solitamente questi fenomeni notturni rimangono oscuri al paziente, il quale però, durante le ore del giorno, ne lamenta invece le conseguenze: eccessiva sonnolenza, difficoltà di concentrazione, decadimento delle facoltà cognitive, disfunzione sessuale, irritabilità e alterazioni della personalità.

Due disturbi correlati
ma con caratteristiche diverse

Russamento

Il russamento prevede un respiro rumoroso durante la notte ed è una patologia molto frequente con una prevalenza nella popolazione maschile.

Può dipendere da:

  • problematiche nel naso, setto nasale deviato, ingrossamento dei turbinati o ristringimento della valvola nasale;
  • un palato molle, i cui tessuti molli vibrando provocano difficoltà al passaggio dell’aria.
  • Ci sono poi dei fattori predisponenti, primo tra tutti l’obesità: una circonferenza del collo ampia può recare una maggiore rumorosità, ma non tutti gli obesi sono per forza dei russatori.
  • C’è poi un russamento occasionale, legato a una cena troppo pesante con tanto di reflusso o a un raffreddore, ma si tratta di eventi rari.

Apnee

Spesso chi russa, soffre poi anche di apnee. Le Osas, acronimo di Obstructive Sleep Apnea Syndrome (Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno) colpiscono circa il 5% della popolazione e si presentano la notte o durante il riposo sotto forma di una respirazione difficoltosa e incostante: in particolare ci sono dei momenti in cui il soggetto smette di respirare per qualche secondo, a quel punto è il suo cuore a far uno sforzo maggiore per far riprendere il respiro. “La comparsa di questi ripetuti episodi di ostruzione delle prime vie aeree, completi (apnee) e/o incompleti (ipopnee), durante il sonno si associa a una diminuzione di ossigeno nel sangue e aumento dell’anidride carbonica”.

Si parla di una condizione patologica quando si superano le 5 apnee all’ora (in un bambino anche meno).

La polisonnografia serve a capire
la gravità dei disturbi

Per stabilire la gravità degli episodi, anche di russamento, bisogna eseguire una polisonnografia, un monitoraggio del sonno che verifica i livelli di ossigeno nel sangue, i movimenti che eseguiamo durante la notte, eventuali risvegli e la stessa profondità del sonno. “A seconda dei risultati, si interviene con trattamenti su misura, non ne esiste uno solo e non ne basta solo uno”.

Se il problema è lieve

Se il problema è lieve, si può provare l’utilizzo di speciali apparecchi ortodontici che, durante la notte, aiutano a tenere aperte le vie respiratorie. Per altri soggetti è in aggiunta auspicabile la via del CPAP, uno speciale macchinario da indossare durante la notte dotato di una maschera che copre il naso e la bocca, a ventilazione a pressione positiva continua. Il ventilatore soffia delicatamente l’aria nella gola del paziente. La pressione dell’aria aiuta a tenere aperte le vie respiratorie mentre si dorme”, continua la dottoressa. Se poi non ci dovessero essere dei miglioramenti allora ci si avvale dell’intervento chirurgico attraverso la settoplastica funzionale, che consiste nella correzione del setto nasale deviato, un’operazione indolore di norma effettuata in day hospital.

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