Come non si può sopravvivere senza alimentarsi, altrettanto succede con il sonno che rappresenta, a tutti gli effetti, un bisogno primario dell’organismo. L’essere umano passa circa un terzo della sua vita dormendo, ma le attuali condizioni di vita spesso rappresentano una vera e propria minaccia alla qualità del sonno: basti pensare che, rispetto al secolo scorso, si dorme un’ora di meno, un tempo sottratto quotidianamente e, specialmente la sera, per sostenere i ritmi di vita attuali. C’è chi fatica ad addormentarsi, chi si risveglia la notte o al primo mattino: tutti aspetti che rientrano in un disturbo sempre più diffuso nella nostra società, ovvero l’insonnia.

Insonnia: un italiano su tre ne è colpito. È più frequente nelle donne e, in generale, dopo i 50 anni
“Gli ultimi dati dell’Associazione Italiana di Medicina del Sonno, indicano che il 40% di donne tra i 45 e i 55 anni ne soffre, specie con l’arrivo della menopausa, ma anche per gli uomini dopo i 60 anni si arriva a percentuali del 30%”, afferma dottoressa Diletta Angeletti, otorinolaringoiatra a Roma, esperta in disturbi del sonno. Sono molti i fattori medici, psicologici e legati all’ambiente che interferiscono con il sonno e spesso si sommano, peggiorando il quadro. In ambito medico, la ricerca scientifica ha di recente mostrato come anche il fumo di sigarette, che già di per sé provoca gravi conseguenze sulla salute, possa essere correlato anche al riposo notturno.
La nicotina ha gli stessi effetti di un caffè

Prima di tutto sappiamo che la nicotina ha un’azione stimolante al pari di un caffè. Fumare frequentemente o poco prima di addormentarsi mette quindi a rischio il normale ciclo sonno veglia. Se per le sostanze eccitanti è più facile evitare l’assunzione entro le 15 di pomeriggio, in modo da avere il tempo di smaltirle prima di coricarsi, per chi ha il vizio delle “bionde” non è semplice evitare questa abitudine di sera, visto che la maggior parte dei fumatori lo fa dopo cena. E la conferma sugli effetti negativi arriva anche da una ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Sleep: secondo lo studio, chi fuma o “svapa” le sigarette elettroniche, tende a dormire, in media, 43 minuti in meno a notte rispetto ai non fumatori.
Oltre all’insonnia, il fumo causerebbe una cattiva igiene del sonno: gli studiosi della Johns Hopkins University (Usa) hanno messo a confronto l’attività cerebrale di 80 persone, di cui la metà con il vizio delle sigarette. Ebbene proprio in questa metà è stata rilevata la maggior percentuale di risvegli notturni e la minore di sonno profondo. Ma i dati non si fermano qui e la questione è stata abbondantemente analizzata in letteratura.
Chi fuma spesso soffre anche di apnee ostruttive del sonno

Un altro studio, questo risalente al 2011, indica, infatti, per i fumatori una probabilità più alta di 2,5 volte di soffrire di apnea ostruttiva notturna. Un fenomeno notturno che spesso rimane oscuro al paziente, il quale però, durante le ore del giorno, ne lamenta invece le conseguenze: eccessiva sonnolenza, difficoltà di concentrazione, decadimento delle facoltà cognitive, disfunzione sessuale, irritabilità e alterazioni della personalità.
“Il rischio di incidenti stradali o sul lavoro in questi pazienti è da 4 a 8 volte superiore rispetto a un gruppo di controllo. Inoltre, gravi possono essere le ripercussioni sul sistema cardiovascolare, con sensibile aumento del rischio di ipertensione, infarto e ictus”, continua la specialista. Le Osas, acronimo di Obstructive Sleep Apnea Syndrome (Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno) colpiscono circa il 5% della popolazione e si presentano la notte o durante il riposo sotto forma di una respirazione difficoltosa e incostante.
“Ci sono dei momenti in cui il soggetto smette di respirare per qualche secondo, a quel punto è il suo cuore a far uno sforzo maggiore per far riprendere il respiro”.

Ai fumatori manca il respiro più spesso in quanto le sostanze tossiche che inalano provocano l’irritazione dei tessuti del naso e della gola che, gonfiandosi, riducono il flusso d’aria in entrata. Le conseguenze del disturbo del bioritmo naturale vanno poi ben oltre la cattiva qualità del sonno, con ripercussioni su memoria a breve termine, cali d’umore, aumento dell’appetito e abbassamento delle difese immunitarie fino a provocare depressione cronica, ansia e vari disturbi comportamentali.
Motivi in più che fanno comprendere
quanto smettere di fumare sia importante.
Va ricordato, infatti, che il fumo provoca più decessi di alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi, messi insieme. A livello mondiale l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il consumo di tabacco uccida attualmente quasi 6 milioni di persone ogni anno. Se sei molto giovane, sappi che se comincerai a fumare avrai almeno dieci anni di vita in meno davanti a te. Se fumi, smetti immediatamente: non è mai troppo tardi. E ricordati che anche il fumo passivo è cancerogeno.

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